Questo post è dedicato, purtroppo, alla mia città, Arezzo. E' un invito e un suggerimento alla città e agli amministratori a prendere serenamente atto del fatto che abbiamo approvato recentemente un Regolamento Urbanistico da tutti ormai ritenuto scadente culturalmente, privo di qualsiasi indicazione della forma urbana e confuso nella sua formulazione. Dico abbiamo approvato perchè in fondo tutta la città è responsabile di un Piano Regolatore, pur con livelli di responsabilità diversi.
E' un invito almeno ad ascoltare le ragioni dei professionisti. Non cerchiamo "tavoli di concertazione", non chiediamo incrementi volumetrici, non suggeriamo "nuove espansioni", non desideriamo favori. Vogliamo solo un piano serio, comprensibile, che non ci renda dipendenti da interpretazioni bizantine.
Ma è necessario che tutto il Consiglio Comunale si renda veramente conto che la città è completamente ferma, seduta, ripiegata su se stessa, impossibilitata a fare qualunque piccolo intervento, anche il più modesto, dal gazebo al piccolo ampliamento, cioè le uniche cose che pur nella situazione di crisi generale ancora i cittadini vorrebbero fare.
Per non dire poi delle aziende che volessero investire nel miglioramento e ammodernamento (non dico nel nuovo) dei propri impianti.
Una variante ad una parte del Regolamento Urbanistico, quella sul patrimonio edilizio esistente, è assolutamente prioritaria anche per i professionisti, incapaci di assumersi la minima responsabilità con norme incomprensibili senza prima essere costretti a chiedere lumi agli uffici.
Ne fanno fede le già cospicue "interpretazioni" ufficiali e quelle ufficiose.
Il cuore del post non è questa introduzione ma un video che il Sindacato Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti, INARSIND Arezzo cui sono iscritto, ha realizzato con quattro interviste, mediamente di tre minuti ciascuna, ad altrettanti architetti.
Ciascuno ha risposto alle stesse due domande, ciascuno ha formulato la sua proposta su come procedere, qualcuno indicando un preciso percorso tecnico. Se quattro professionisti ci mettono la propria faccia qualcosa vorrà pur dire
L'augurio è che serva a sensibilizzare l'amministrazione, che per adesso non sembra oggettivamente molto interessata, forse illudendosi di poter migliorare il piano "in corsa". E' una illusione, e ne è prova che nemmeno 2500 osservazioni sono riuscite nello scopo, nè avrebbero potuto perchè tutto il piano è privo di struttura logica (mettendo del tutto in secondo piano gli inesistenti contenuti strettamente urbanistici).
Ma dopo una gravidanza di oltre 10 anni aver partorito uno strumento di questo genere non è assolutamente tollerabile, nè si può prendere a pretesto la indiscutibile crisi del settore per considerare non dannose le gravi deficienze del Piano.
31 gennaio 2012
INTERVISTE SUL PIANO DI AREZZO
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