Al momento della scelta dell'indirizzo di questo blog, dopo una serie di tentativi a vuoto alla ricerca di un nome semplice e pertinente, la sorpresa: "regola" era libero! L'architettura è oppressa da leggi e regolamenti, i termini più altisonanti della "creativa" cultura architettonica erano già occupati ma una parolina così semplice e antica e comprensibile da tutti, cioè "regola", era libera!
Questo blog parla appunto di "regole" contro la sregolatezza architettonica.


4 luglio 2010

LEON KRIER A ROMA: LA FORZA DELLE IDEE

Mi era completamente sfuggito questo video girato a Roma durante il convegno Trasformazione Urbana tenutosi ad aprile, quello delle archistar, per capirsi.

Impossibile non subire il fascino che Lèon Krier promana, dovuto senza dubbio alla capacità di esprimere concetti semplici e allo stesso tempo forti e scandalosi. La semplicità dà scandalo nel mondo dell'architettura, per il fatto che semplicità significa chiarezza e forza di idee, almeno nel caso di Krier. L'architettese non gli appartiene, perché spesso dietro questo assurdo gergo si cela il vuoto di idee. Provate a leggere un'intervista qualsiasi a Peter Eisenmann e poi cercate di decifrarla e spiegarla con parole semplici ai vostri figli. Oppure a Renzo Piano che, viceversa, parla in maniera semplice, ma è come scrivere sull'acqua.
Gli applausi scroscianti in sala ne sono una prova evidente. Una sola piazza italiana in un quartiere pedonale, l'assurdità di tre sale di musica insieme, la monumentalità che non è altezza ma gerarchia tra i piani, l'urbanistica che prevale sull'architettura, la trama urbana che prevale sull'oggetto.
C'è poco da fare: i suoi progetti potranno anche non piacere, ma le sue idee sono forti, chiare, semplici. Più difficile ne è l'applicazione rigorosa in una società democratica, ma almeno lui ne è consapevole e lo dice chiaramente.

Tanto che ci sono, questo è link di un'altra conferenza di Lèon Krier a Rotterdam, Istituto Berlage, che consiglio di guardare:
The compact city


Credits:
Il video di Léon Krier è tratto da UNIROMA TV

4 commenti:

Fabrice ha detto...

Se sei interessato ti suggerisco di ascoltare tutto il convegno di Roma con almeno 4 (se non ricordo male) interventi di Krier sul sito di radioradicale (basta mettere Krier come chiave di ricerca).
In effetti colpisce molto la reazione del pubblico nel favorire gli argomenti di Krier a quelli, per altro intellettualmente volgari e banali di Fuksas. Cito a memoria un paio di battute del loro 'scontro':
Krier: sapete, lui vive in centro storico...
Fuksas: e anche tu vivi in centro storico !
Krier: si ma io sono coerente con la mia teoria [ovazione per Krier]

Pietro Pagliardini ha detto...

Ti ringrazio molto per la segnalazione, Fabrice.
Molto significativo lo scambio di battute tra Krier e Fuksas, tipico dell'incoerenza di molti architetti di fama. Krier si è sempre caratterizzato per la coerenza tra pensiero e comportamenti, dichiarando che in democrazia sono difficili grandi trasformazioni urbane. Le cause sono evidenti: esistenza di poteri diversi e contrastanti, mancanza di leggi efficaci, reale problema di contrasto con libertà individuali e diritto di proprietà. La sua è una visione elitaria, ma limpidamente dichiarata, contrariamente a quella di molti architetti di fama, che si riempiono la bocca di "partecipazione" e poi impongono i loro progetti disumani mentre loro vivono nei bei centri storici.
Molto facile imporre un progetto "ex novo", molto più difficile operare nell'esistente.
Tuttavia, se la visione di Krier si diffondesse tra gli studenti, prima o poi, senza sperare nella perfezione, in presenza di una volontà politica potrebbero essere individuate forme efficaci di trasformazione delle città per renderle "mature". Come negare la forza di idee quali la replica, piuttosto che l'estensione, concetto peraltro presente in Caniggia, e la policentricità!
Se non l'avessi vista ti metto il link al video dell'incontro di Krier a Novoli dell'anno scorso
http://www.de-architectura.com/2009/08/leon-krier-firenze-sul-piano-di-novoli.html
Saluti
Pietro

Anonimo ha detto...

Mio Dio, che coraggio che ha lei...
Ci vuole davvero coraggio.

Pietro Pagliardini ha detto...

Va benissimo l'anonimato, va benissimo la differenza di opinione ma quel "Mio Dio" mi è un po' stucchevole, da feisbuc, per interderci.
Saluti
Pietro

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