Giulio Rupi
I tecnici, in particolare gli Ingegneri, hanno la fissazione della quantificazione.
Non poteva mancare un Ingegnere che si inserisce nella controversia tra Modernisti e Tradizionalisti con una proposta a dir poco sconcertante per una valutazione numerica della validità delle soluzioni urbanistiche contrapposte.
I Tradizionalisti, sostiene l’Ingegnere, parlano sempre di “vere strade e vere piazze” con i fronti degli edifici allineati sui marciapiedi. Solo così, essi sostengono, si realizza un tessuto urbano in cui possano ripetersi quelle caratteristiche che hanno reso gradevoli i centri antichi della città europea.
Solo così, essi sostengono, si può realizzare una città in cui le funzioni più diverse (negozianti, artigiani, residenze, funzioni pubbliche etc.) si mescolano e si completano, una vera città pedonale e piacevolmente vivibile.
Gli orridi modernisti, al contrario, con le loro archistar, anche quando (ahimé) si mettono a fare gli urbanisti, finiscono sempre con il realizzare monumenti di architettura, più o meno gradevoli, ma sempre autoreferenziali, sempre isolati dalla strada, e finiscono con il concentrare tutte le funzioni non residenziali nei centri commerciali. Cosicché la strada e la piazza divengono luoghi degradati, poco frequentati dai pedoni, ostili al cittadino.
“Ma allora - esclama in un Eureka! il nostro - c’è un parametro che può darci l’idea del successo di uno spazio urbano, di una strada di una piazza, di un piano urbanistico, e tale parametro è quantificabile (udite!) in una nuova unità di misura: il b.a.r./ml, dove b.a.r. sta per bar e ml sta, ovviamente, per metro lineare. Infatti la presenza e la sopravvivenza di un bar è l’indice più sicuro dell’esistenza delle suddette caratteristiche!”
Secondo l’Ingegnere basta quindi misurare il numero dei bar presenti sul fronte di una strada o di una piazza, dividerlo per la lunghezza del suddetto fronte, ed ecco quantificato il grado di pedonabilità, di vivibilità e di gradevolezza di quella strada, di quella piazza, di quel tessuto urbano.
Chissà!
A questo punto ai volenterosi non resta che passare alla verifica sperimentale dell’enunciato, calcolare strada per strada e piazza per piazza il relativo b.a.r./ml e constatare se la graduatoria che ne deriva corrisponde a quanto previsto dalla teoria dell’Ingegnere. Buon lavoro!
7 giugno 2008
PROPOSTA INDECENTE DI UN INGEGNERE
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