Stamani, domenica, radendomi la barba, come al solito accendo la radio.
Sento una bella voce di donna che espone, ma direi meglio narra, senza pause o incertezze.
Non posso fare a meno di astrarmi totalmente dall’azione, anche se il rasoio continua a scorrere sulla pelle.
Non so se stia leggendo ma sono portato a credere di no. Se anche leggesse, sono comunque certo che sarebbe capace di esporre in maniera così fluente e formalmente perfetta anche a braccio. Una grande dote, indubbiamente.
La prima parola che sento è “programmazione” e sono portato a pensare che parli di economia. Poi va avanti e parla di MAXXI. Mi dimentico sempre più di essere davanti allo specchio con il rasoio in mano.
Esalta la nuova spazialità del museo, si augura che “tutti” l’abbiano visitato (auspicio un po’ irrealistico in vero) e parla di arte contemporanea.
Mi ci vuole poco a realizzare che non vale la pena cercare di capire i contenuti espressi dato che siamo nel campo della pura forma verbale, di alta qualità, la comprensione dei quali è, ad essere benevolenti, indecifrabile.
Alla fine scopro che è Anna Mattirolo la direttrice del MAXXI Arte.
Se non mi sono tagliato è solo grazie alla, ahimè, pluridecennale esperienza per cui la mano è quasi indipendente dal controllo del cervello. Un po' come molti discorsi sull'arte contemporanea.
Lascio a voi l’ascolto della lezione:
9 settembre 2012
L'ARTE....DELLA PAROLA
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5 commenti:
Bellissimo. Nella sigla introduttiva un sax intreccia frasi jazzistiche splendide che mi ricordano le curve del MAXX. Peccato che le curve del MAXX siano di calcestruzzo e non di effimera materia musicale ...
Io non l'ho certo riascoltata tutta. Mi sono bastati e avanzati quei circa 7-8 minuti di niente.
tenendo anche conto che il MAXXI oltre che essere costato un botto ha perdite di gestione.
Ciao
Pietro
Pietro, sei un gran narratore, e hai descritto con passione le tue emozioni mentre radendoti ascoltavi il canto ammaliante di questa sirena alla radio. Come Ulisse hai però saputo resistere al suo canto.
Preferisco essere più terra-terra e dire che quello che fa questa sirena
si chiama lavaggio del cervello. Quanto al confronto con il jazz, non credo affatto che il paragone tenga, quella musica (non sempre, ma molto spesso) è bella e affascinante, mentre il MAXXI è una schifezza immonda. Però il paragone può anche farsi, a patto di farlo in maniera ironica con le parole di Checco Zalone: Il jazz è come la puzzetta, dà piacere solo a chi la fa!
Ettore, in quanto sirena, deve ammaliare mostrando il lato seducente, in questo caso la parola ma direi meglio il linguaggio, che può risultare ammaliante per l'abilità nel saperne dominare ogni singola parte che appare sempre legata al tutto. E' un po' come quei politici che sono bravi oratori e che, a prescindere dal contenuto, sanno coinvolgere le folle. Si dice che Reagan e Obama abbiano avuto (Obama ha ancora) questa grande capacità.
Ripeto, è una dote invidiabile, se riesce a far diventare addirittura presidenti degli USA. I contenuti sono altra cosa, la sostanza. E qui proprio non c'è
Ciao
Pietro
infatti è così.
... per molti "pifferai", come tu mi suggerisci di dire, non importa che vi sia una corrispondenza tra le promesse e la realtà del proprio operato. Chi ha quella capacità fa tanta strada ... ne conosciamo tanti, purtroppo!!
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