Al momento della scelta dell'indirizzo di questo blog, dopo una serie di tentativi a vuoto alla ricerca di un nome semplice e pertinente, la sorpresa: "regola" era libero! L'architettura è oppressa da leggi e regolamenti, i termini più altisonanti della "creativa" cultura architettonica erano già occupati ma una parolina così semplice e antica e comprensibile da tutti, cioè "regola", era libera!
Questo blog parla appunto di "regole" contro la sregolatezza architettonica.


15 marzo 2012

RIPAVIMENTARE PIAZZA SIGNORIA?

Il professor Alberto Asor Rosa è un ben strano ambientalista-conservatore del patrimonio culturale! Sulla ipotesi di rifacimento della Piazza Signoria a Firenze in cotto al posto della pietra dice:
Una proposta distruttiva almeno quanto lo possono essere interventi di degrado in ambito edile e territoriale. Anche l’antiquaria ed il restauro obbediscono alle leggi della storia. Se si dovesse ragionare con il criterio di Renzi, dovremmo rifare il Colosseo e, perché no, magari in cemento armato. Dubito che si possa ritrovare il cotto così come si faceva nel Rinascimento” (fonte: Corriere della Sera del 3/3/2012, ma l’articolo linkato è quello della redazione fiorentina).

Come paradosso, quello di ricostruire il Colosseo in c.a. è proprio scadente e non fa nemmeno sorridere, ma è proprio la costruzione intera della dichiarazione ad essere confusa: che cosa sarebbe “l’antiquaria.... che risponde alla legge della storia"? Troppo difficile addentrarsi nei meandri dei ragionamenti di AAR. Davvero è impossibile capire il nesso logico tra gli “interventi di degrado in ambito edile”, con la quale espressione immagino si riferisca a Monticchiello o a nuovi interventi edilizi in luoghi di pregio paesaggistico, e la ripavimentazione di una piazza del centro storico. Non c’è proprio relazione.


Mette insieme, AAR, problematiche diverse al solo scopo di essere contro; a chi non saprei dire. C’è però nelle sue parole l’eco di una cultura del restauro intesa come congelamento assoluto della situazione e con l’iperbole del Colosseo da ricostruire (non in c.a. ovviamente) non viene nemmeno un momento sfiorato dall’idea che in molti casi il ricostruire il monumento con le stesse tecniche originarie sia operazione di restauro vero e non di conservazione, secondo le definizioni di Paolo Marconi, il quale, non a caso, si dice favorevole all’ipotesi Renzi, insieme a Sgarbi e Portoghesi.

La proposta di Renzi mostra una concezione della città storica non immobile e fissata una volta per tutte a…quando non si sa, diciamo allo stato attuale, ma di una città bella e degna di tutte le attenzioni e il rispetto possibile, ma non completamente museificata ed esclusa del tutto dal processo naturale di trasformazione. Il Sindaco ha fatto solo una proposta sensata e tutta da verificare alla luce della storia ma anche in virtù del risultato finale che, fatta salva la qualità del materiale da impiegare, a me appare decisamente migliore della omogeneizzante pietra. Non so se Asor Rossa si sia scandalizzato per il progetto realizzato di piazza Santa Maria Novella, quello sì sbagliato anche a prescindere dalla “storia” ma proprio in relazione allo spazio circostante: una pavimentazione in pietra con tessitura e trattamento superficiale “moderno”, neanche fosse l’interno di un negozio.

Il professore non sembra essersi posto nemmeno lontanamente il “merito” della proposta Renzi, cioè non “l’antiquaria” ma la qualità dello spazio e il progetto, il confronto tra come è adesso la piazza e come potrebbe essere alla luce di un quadro esistente di Francesco Rosselli del 1498, così come è riportato sul Corriere e di una simulazione, un rendering in sostanza, che mostra un probabile risultato finale (purtroppo non l'ho trovato in rete). Quella di Asor Rosa è una preconcetta ostilità ad ogni cambiamento in nome di una malinteso senso della conservazione ad ogni costo.

In effetti ci troviamo nella assurda condizione, nel caso dei centri storici, di essere stretti tra atteggiamenti estremi: da una parte progetti fantasiosi opera di architetti creativi in cerca di un facile successo d’immagine, dall’altra invece lasciare tutto come è, anche se è peggiore di come potrebbe essere e addirittura di come in effetti era.
E’ una ben strana situazione questa che condanna questo paese al degrado o per stravolgimento del patrimonio cittadino o per abbandono. E’ una condizione molto sovrintendenziale: conservare il bene ma inserendovi elementi dichiaratamente nuovi per leggere le varie epoche. Gli estremi si incontrano, come al solito.
Malignità? Niente affatto, Alberto Asor Rosa era favorevole alla pensilina di Isozaki, guarda un po’!
Vedi link: Pensilina di Isozaki e concorsi

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