Un link ad un articolo del Prof. Gabriele Tagliaventi che, con il caso Bologna, affronta, numeri alla mano, il tema generale della città compatta alla luce della difficoltà del trasporto pubblico. Argomento che vale per tutte le città.
30 settembre 2011
TRASPORTO PUBBLICO E CITTA' DISPERSA
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4 commenti:
ma tagliaventi "prende ispirazione" dai commenti che facciamo qui dentro? noto un tempismo sospetto nei suoi post... o sbaglio? :-)
robert
robert, se anche fosse non ci sarebbe niente di male, dato che le opinioni non hanno copyright e sono fatte per girare, fortunatamente, però non è così.
Quella dell'espansione abnorme delle città, specialmente italiane, specialmente di Bologna, che è la sua città, oltre che naturalmente quelle americane, e del loro rapporto tra superficie occupata e popolazione residente, è da svariati anni che è oggetto di studio da parte di Gabriele, non solo in relazione ai trasporti ma anche alla distribuzione dei grandi centri commerciali. Per dirtene una, al convegno di Firenze, Ritorno alla città, mi pare del 2009, presentò proprio uno studio sui centri commerciali di Bologna che sono molti di più di quelli di Parigi. E poi se vai a visitare il suo sito AVOE vedrai che trovi materiale a volontà.
Tieni presente che Tagliaventi sembra un ragazzo, ma insomma, proprio giovanissimo non lo è.
Va invece riconosciuto a Gabriele di essere un pioniere su questi argomenti. Non a caso ha tenuto la relazione di carattere tecnico-urbanistico anche al congresso nazionale di Confesercenti, ovviamente sui e contro i grandi centri commerciali.
Ciao
Pietro
Di sicuro il lavoro di un direttore di azienda di trasporti a Bologna è difficile. Ma bisogna dire che chi ha gestito il tutto (sia a livello politico che tecnico) ha dato prova di un autolesionismo davvero spettacolare.
50 anni fa c'erano tram e filobus. Poi i tram furono tolti, perchè le rotaie erano pericolose. badate bene, furono tolti i tram, ma non le rotaie! Poi furono tolti i filobus, tecnologia antiquata. Trenta anni dopo furono introdotti i filobus, tecnologia ecologica e all'avanguardia (boh!). Nel frattempo per almeno un decennio la giunta decise che il trasporto pubblico doveva essere gratuito, e furono soppressi biglietti e abbonamenti. Qualsiasi espediente che potesse disencentivare l'uso fu messo in atto: cambio di tipologia di biglietto ogni pochi mesi (così i fruitori occasionali si trvavano in tasca biglietti inutili); cambio di percorsi e cambio di numerazione delle linee. Ogni tanto uno sprazzo di inventiva potenzialmente utile: la creazione di parcheggi "scambiatori" in periferia, dove lasciare la macchina e trovare un bus navetta dedicato per il centro con un numero ridotto di fermate intermedie. Va da sè che simili iniziative dovevano avvenire in modo semi-clandestino, con un periodo "di prova" di un paio dimesi, magari in estate, con poca o nessuna campagna informativa, per poter far abortire il progetto in autunno "per colpa degli utenti che non gradiscono".
Per paragone, mi viene in mente la rete dei bus rossi di Londra. La cartina che acquistai nel 1970 , pur logora, è ancora perfettamente valida: il 228 porta ancora al museo della R.A.F., le fermate a Piccadilly sono sempre le stesse; e se i bus non sono più quelli di una volta con la terrazzina posteriore aperta, è solo una questione di sicurezza. (nel '70 il sistema mi fu davvero utile, consentend a me e ai miei amici di viaggiare gratis salendo e scendendo al volo prima che arrivasse il bigliettaio...).
Restando a Londra, e riallacciandomi al discorso di Tagliaventi sulla densità abitativa che facilita la creazione di efficenti linee di trasporto pubblico, è notevole il fatto che, a cavallo tra XIX e XX secolo, l'espansione della metro londinese rovesciò addirittura il problema. Le linee furono prolungate verso l'esterno, in zone dove...la periferia ancora non esisteva; e interi quartieri furono costruiti appositamente in modo da essere "comodi alla metropolitana", con campagne pubblicitarie che puntavano sulla possibilità di vivere quasi in campagna, ma ad un quarto d'ora dai teatri del West End.
(Botta di cultura nozionistica finale: perchè le metropolitane si chiamano metropolitane? Perchè la prima linea ad essere costruita a Londra fu appunta quella ancor oggi denominata Metropolitan Line)
enrico, anche Tagliaventi aveva ricordato su facebook, con una bella cartolina del tempo, lo smantellamento dei tram. D'altronde a Firenze è accaduto la stessa stessa cosa. C'erano i filobus: eliminati. E adesso hanno fatto la tramvia, che immagino sia efficiente, non saprei perché frequento Firenze occasionalmente, ma che giudico orribile perché viaggia in sede propria: una vera linea ferroviaria in mezzo alla città. Con qualche soluzione pessima, tipo la sopraelevazione davanti alle Cascine. A parte la metropolitana, giudico la specializzazione estrema del traffico dentro la città un ostacolo alla libera e corretta fruizione della città. I filobus o il tram "normale" viaggiavano nella strada, come ogni altro mezzo.
Ciao
Pietro
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