Al momento della scelta dell'indirizzo di questo blog, dopo una serie di tentativi a vuoto alla ricerca di un nome semplice e pertinente, la sorpresa: "regola" era libero! L'architettura è oppressa da leggi e regolamenti, i termini più altisonanti della "creativa" cultura architettonica erano già occupati ma una parolina così semplice e antica e comprensibile da tutti, cioè "regola", era libera!
Questo blog parla appunto di "regole" contro la sregolatezza architettonica.


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28 ottobre 2012

CORVIALE RICONOSCIUTO PROGETTO DI RINASCITA A VALENZA NAZIONALE

di Ettore Maria Mazzola

Martedì 30 ottobre 2012, presso il MIBAC, nel Complesso di S. Michele a Ripa, Sala dello Stenditoio, si svolgerà il Forum "La forza nel Segno. Corviale e il suo territorio 35 anni dopo".
Secondo gli organizzatori “si tratta di un'importante iniziativa con cui si apre formalmente il processo partecipato, che porterà all'elaborazione del Piano strategico del sistema locale di Corviale.”

Il messaggio diffuso dagli organizzatori addirittura annuncia che “Il 30 ottobre Corviale sarà riconosciuto progetto di rinascita a valenza nazionale al Ministero dei Beni Culturali”!!

Ma ve lo immaginate il Corviale portato agli allori di un immobile vincolato alle Belle Arti?

Il programma prevedrebbe anche un “confronto” … per gli organizzatori mostrarsi pluralisti è importante … non sia mai si dovesse dire che sono lì per ragioni ideologiche!
E allora prendiamoci la briga di andare a leggere i nomi degli invitati al “confronto”, (Luca Zevi, Curatore Padiglione Italia Biennale Venezia 2012; Fabrizio Battistelli, Sociologo Università La Sapienza; Massimo Billia Direttore Generale ATER; Daniel Modigliani Presidente INU Lazio; Francesco Moschini, Segretario Generale Accademia Nazionale di San Luca; Coordina : Giuseppe Pullara, giornalista; Collegamento Skype da New York: Richard Plunz dalla Columbia University) così come quelli dei vari architetti e/o esperti di arte invitati a parlare e/o confrontarsi su diverse tematiche (Maria Grazia Bellisario, Direttore Servizio Architettura e Arte contemporanee – Direzione generale per il paesaggio le belle arti l’architettura e l’arte contemporanee; Piero Ostilio Rossi, Capo Dipartimento Architettura e Progetto Università La Sapienza Roma; Maria Maddalena Alessandro, architetto, Direzione Generale PaBAAC; Barbara Pizzo, ricercatrice Università La Sapienza; Bartolomeo Pietromarchi, direttore museo MACRO; Gianni Orlandi, Professore ICT La Sapienza; Giuseppe Imbesi, Ordinario Urbanistica La Sapienza; Giorgio Nebbia, Professore Emerito; Marco Maria Medaglia, Cattid La Sapienza & Miur; Stefano Boeri, Urbanista Politecnico Milano; Pino Galeota, Corviale Domani; Achille Bonito Oliva, Curatore progetto Parco Nomade Corviale) … ci rendiamo subito conto che più che di pluralismo ci troviamo, per l’ennesima volta, davanti ad un monologo monista.


Si vorrebbe far credere ad un processo partecipativo, ma le decisioni sono già prese. Chi conosce i proclami di Pino Galeota e dei suoi affiliati di “Corviale Domani” sa benissimo che l’unico obiettivo di queste persone che al Corviale non vivono, è quello di tenere in piedi l’ecomostro, le ragioni potete immaginarvele da soli! Chi conosce le loro battaglie sa benissimo che quello che loro chiamano “riqualificazione di Corviale” mira solo ed esclusivamente alla regolarizzazione delle unità immobiliari abusive del 4° piano!
Già, quel 4° piano che nella mente confusa del progettista avrebbe dovuto ospitare i negozi e che, ovviamente, non ha mai visto nessun impavido commerciante azzardarsi ad aprire un’attività fallimentare. Quei negozi avrebbero potuto funzionare solo nella mente malata di chi credesse fermamente nell’ideologia “funzionalista” post Le Corbuseriana, sicché oggi l’intero 4° piano risulta occupato abusivamente da abitazioni, da uno studio dentistico, dalle sedi di tutti i partiti politici, e tante altre situazioni assurde!
Ebbene, secondo i signori di Corviale Domani, tutti gli abusivi del 4° piano meriterebbero la spesa di oltre 27 milioni di Euro stanziati dalla Regione Lazio e bloccati dall’ultimo assessore di passaggio il quale, agli occhi di questi signori, si sarebbe macchiato del peccato di immaginare che sarebbe stato meglio bloccare questa spesa folle, e pensare ad investire quella somma in qualcosa che migliorasse la vita dei 6500 residenti regolari.
Ecco quindi che i promotori di un processo partecipativo dovrebbero considerare che sul Corviale esistono due posizioni radicalmente differenti:
1. I sostenitori dell’ecomostro che raccontano quanto sia bello e vitale “il Quadrante di Corviale”, mostrando immagini del Buon Pastore di Brasini e della campagna romana … un complesso architettonico ed un paesaggio che, semmai, risultano mortificati dalla presenza del Serpentone. Questa “fazione”, molto attiva, propone di tutto, e organizza convegni e mostre per i quali piovono soldi pubblici che potrebbero investirsi altrove, magari a beneficio dei residenti regolari … così si assiste a proposte che vanno dalle Olimpiadi a Corviale all’uso della campagna circostante il mostro per realizzare una mostra di “sculture” e “installazioni” di arte contemporanea, dalla realizzazione di un orto pensile sui tetti di Corviale (che già ha parecchi problemi di infiltrazioni per dover prendersi pure un “tetto verde” che non porta alcun beneficio alla natura ed alle falde freatiche) all’installazione di pannelli fotovoltaici, sempre sul tetto, ecc., fino alla folle idea di far vincolare l’ecomostro dal MIBAC affinché mai a nessuno venga più in mente di promuoverne l’abbattimento.
Per un approfondimento sulle iniziative e sulla recente storia di Corviale rimando a questo mio post: Toglietemi tutto ma non il Corviale dell’aprile 2012.

2. I sostenitori dell’abbattimento e sostituzione del mostro con un quartiere a dimensione umana dotato di tutti i servizi e gli spazi per la socializzazione. Un progetto che vedrebbe il graduale spostamento, senza traumi, per i residenti, i quali lascerebbero le proprie case solo quando, a pochi metri di distanza dall’attuale edificio, saranno pronte ed abitabili quelle nuove. Un progetto che non avrebbe costi, ma solo profitti per la pubblica amministrazione. Un progetto voluto a gran voce dai residenti chiamati ad esprimersi nel lontano 2001, tanto che venne organizzato un convegno – Recupera Corviale – sempre presso la Sala dello Stenditoio del Complesso di S. Michele a Ripa, che mostrò all’intera cittadinanza la volontà popolare di abbattere lo scempio urbanistico architettonico e sostituirlo con un quartiere di case a dimensione umana.

Ebbene, in un convegno che proclama l’intento di una progettazione partecipata con i residenti, dove sono i rappresentanti del secondo schieramento? Perché nessuno è stato invitato a far conoscere l’alternativa all’accanimento terapeutico sull’ecomostro?? In base a cosa, dunque, gli astanti potranno esprimersi correttamente su da farsi???

Sembra di rivedere il fantomatico “processo partecipativo” del sindaco Alemanno sul progetto di ricostruzione degli edifici di via Giulia, dove 7 progettisti da lui scelti a tavolino svilupparono dei progetti che, obbligatoriamente, avrebbero dovuto evitare la ricostruzione filologica degli isolati di Palazzo Ruggia e Palazzo Lais, voluta dai cittadini di via Giulia e proposta dal prof. Marconi e dal sottoscritto in occasione di un progetto sviluppato con gli studenti delle università di Notre Dame, Miami e Roma Tre … i cittadini, in pratica, avrebbero dovuto esprimersi su quale dei 7 progetti, simili per concezione ideologica, avrebbe dovuto realizzarsi lungo la storica strada (Vedi Il Covile, Via Giulia).

È come in quel film comico sulla mafia in cui il padrino di turno mette il suo interlocutore davanti ad una “doppia” soluzione dicendo: “puoi scegliere, ffaai come dico ioo, oppure …. laa sseconda possibilità? Miii, nno mmela rrricordo!”.

Personalmente ho sviluppato un progetto di rigenerazione urbana per Corviale, all’epoca lo feci semplicemente a scopo dimostrativo, e non avrei mai immaginato che la cosa potesse avere un seguito, invece il progetto, in occasione della 49^ Conferenza dell’International Making Cities Livable, tenutasi a Portland, Oregon nel maggio 2012, ha perfino ricevuto il “Premio Internazionale di Progettazione Urbana come progetto esemplare di rigenerazione urbana, come riconoscimento per l’illuminata proposta di sostituzione di un ‘gratta-terra’ con una cittadella neo-tradizionale a scala umana, fatta di edifici a destinazione mista e piazze, che migliora il paesaggio, il benessere sociale ed economico, senza danneggiare gli abitanti”.

Quel progetto è stato invitato ad essere mostrato a Mosca, in occasione della Biennale 2012 di Architettura, è stato presentato a South Bend, Indiana, in occasione del Convegno “Durability in Costruction” e pubblicato negli atti del convegno, è stato mostrato ad Helsinki in occasione del Convegno “SB11 World Sustainable Building” e pubblicato negli atti del convegno, a La Spezia, in occasione del Convegno “La Cultura della Città, valorizzazione e rigenerazione urbana e ambientale” … in pratica ovunque tranne che a Roma. Ma come il mio progetto, esiste anche quello sviluppato da Gabriele Tagliaventi, anch’esso basato sull’ipotesi di sostituire il mostro.

I progetti sono noti ai signori di Corviale Domani, i quali fingono di non sapere. Probabilmente, agli occhi dei residenti, il confronto potrebbe risultare devastante per propri scopi, sicché è meglio nascondere, o meglio “condannare alla pena del silenzio”, come diceva Viollet-Le-Duc.

Ma questo non è corretto. I cittadini regolari di Corviale meritano più rispetto, e solo loro, in quanto residenti, hanno il diritto di decidere cosa sarebbe giusto e non fare sulla collina del Corviale.
Il mio progetto, come quello di Tagliaventi, non vuole essere “il progetto”, ma “un progetto”, in base al quale sviluppare un dibattito che consenta ai cittadini di esprimersi in maniera serena e, soprattutto, completa.
Un giudice non può esprimere un giudizio senza aver ascoltato i testimoni di ambo le parti, né senza aver ascoltato le diverse versioni dei fatti. Chi opera diversamente si comporta da dittatore proclamandosi democratico!

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