Angelo Gueli mi ha segnalato un post del blog Architecture Here and There che non conoscevo.
Tralasciando i sondaggi via internet che, come quelli fatti dai quotidiani, non hanno grande attendibilità perché si rivolgono ad un pubblico fidelizzato che tende dunque ad avere idee in comune, gli altri dati che David Brussat fornisce sono invece molto significativi.
Ecco una sintesi del post:
Nel 2007 l’AIA (American Istitute of Architects) commissiona, per il suo 150° anniversario, un sondaggio tra un campione di 1804 cittadini e gli edifici modernisti subiscono una debacle.
Le più alte in classifica sono le torri gemelle, 19° posto, ma per ovvi motivi affettivi, segue la pur splendida Casa sulle cascate, di F.L. Wright, 29° posto.
A Dresda la ricostruzione della Frauenkirche è passata con l’80% dei voti e quella del circostante Neumarkt con il 91%.
Lo scorso maggio, Le Figaro ha chiesto ai parigini quali edifici vorrebbero voluto demolire.Per il 33,4 per cento era la Torre di Montparnasse (1972), nel centro di Parigi, seguivano le Beaugrenelle Towers, una serie di grattacieli modernisti fuori Parigi, con il 31,4 per cento, al terzo posto, il 22,7 per cento, volevano radere al suolo il Centre Pompidou.
La settimana scorsa, un sondaggio ha chiesto a 1.042 britannici: "Immaginate che un nuovo edificio dovesse essere costruito vicino a casa vostra. Quattro diversi modelli vengono proposti. Osservate ciascuno disegno. Quale vi piacerebbe che fosse costruito? Due erano tradizionali e due di disegno modernista. Tutti erano di volumetrie e utilizzo simile. Quelle tradizionali, sono stati preferiti dal 77 per cento.
Questi dati sono solo una conferma di ciò che in realtà ogni architetto sa, anche se rifiuta di riconoscerlo. O se lo riconosce ritiene che i cittadini non abbiano le capacità e le conoscenze per decidere.
Io credo invece che l’architettura possa ritrovare una sua strada e una sua dignità disciplinare e civile non certo con le Leggi sull’architettura o con i Festival vari ma con il contributo attivo dei cittadini, unici titolari del diritto di decidere sulla propria città.
se i cittadini sono stati chiamati a scegliere sul segretario di un partito, con un processo democratico molto simile a quello che auspico per i concorsi (gli esperti, cioè gli iscritti, scelgono tra candidati e progetti veramente alternativi e questi si sottopongono al giudizio popolare), perché mai non dovrebbe accadere la stessa cosa per la città che presenta un interesse collettivo di interesse almeno pari a quello delle vicende di un partito?
E quale è stato il risultato di quel voto di domenica?
1°: la tradizione rivisitata
2°: la modernità manierista
3°: il modernismo nichilista.
Davvero singolare l’analogia con i sondaggi in architettura!
Finita la deviazione, la domanda resta sempre la stessa: chi ha paura del voto ai cittadini?
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